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INTERVISTA A Donatella Donato
INTERVISTA A Donatella Donato
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INTERVISTA A Donatella Donato     Quali sono allo stato attuale i rapporti fra l’ Iran e l’ Italia ? Esistono interlocuzioni con il governo italiano? Se ci sono su quali temi vertono?   L’Italia ha sempre occupato una posizione importante nella politica estera della Repubblica Islamica dell’Iran. Le relazioni tra i due Paesi godono di una storia positiva e si basano su cooperazioni costruttive; inoltre, le loro strutture economiche risultano complementari in molti settori. Nelle condizioni attuali, l’Italia è considerata una delle principali priorità dell’Iran nelle sue relazioni con l’Europa. I legami storici e gli interessi reciproci hanno portato alla continuità del dialogo e delle relazioni bilaterali, nonostante alcune divergenze di opinione. In passato, alcune importanti aziende italiane hanno avuto una presenza efficace e significativa in diversi settori economici dell’Iran, generando benefici condivisi per entrambe le parti. È evidente che il rispetto reciproco degli interessi e delle linee rosse, così come l’evitare posizioni che possano creare tensioni, può contribuire ad approfondire ed espandere le relazioni. In questo contesto, sfruttare al massimo le capacità esistenti, soprattutto nei settori dell’energia e dell’industria, riveste un’importanza particolare. Come avete giudicato la scelta del governo italiano di non consentire agli USA l’utilizzo della  base di Sigonella per finalità collegate alla guerra all’ Iran?   Accogliamo con favore questa decisione del governo italiano. Alcune posizioni assunte da funzionari italiani — tra cui il rifiuto di consentire agli Stati Uniti di utilizzare la base di Sigonella e la condanna del crimine degli Stati Uniti nell’attacco alla scuola femminile di Minab — sono per noi di grande valore. Ci aspettiamo che l’Italia, con un approccio realistico e basato sui principi del diritto internazionale, estenda queste posizioni costruttive anche ad altri ambiti. Le basi americane in Italia sono un bersaglio possibile per l’ Iran , se dovessero essere utilizzate come appoggio per l’ esercito americano?   Le Forze Armate della Repubblica Islamica dell’Iran hanno chiaramente avvertito, prima dell’inizio e nel corso dell’aggressione illegale contro l’integrità territoriale e la sovranità nazionale del Paese, che qualsiasi intervento o sostegno da parte di altri Stati in tali aggressioni li esporrà alle conseguenze derivanti dal diritto di legittima difesa. Di conseguenza, qualsiasi partecipazione o facilitazione di azioni aggressive può comportare conseguenze proporzionate secondo il diritto internazionale, in particolare sulla base della Carta delle Nazioni Unite. Ci sono navi con carichi di petrolio  o gas liquido destinate all’ Italia , bloccate allo Stretto di Hormuz?   Non dispongo di informazioni sui dettagli delle navi fermate, ma il punto importante in questo caso è prestare attenzione alla causa dell’interruzione del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Come sapete, prima dell’aggressione illegale e illegittima degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran, nello Stretto di Hormuz esistevano libertà e sicurezza della navigazione, e l’Iran era garante della sicurezza marittima. L’aggressione militare contro l’Iran, in quanto Stato costiero, ha causato l’insorgere di questi problemi. Cosa dovrebbe fare l’ Italia per ottenere dal governo iraniano il via libera per i carichi ad essa destinati?   Questo tema è stato chiarito attraverso notizie ufficiali. Ogni Paese può presentare la propria richiesta, insieme ai dettagli necessari indicati nelle dichiarazioni dell’Iran, in modo formale e attraverso i canali ufficiali e diplomatici alla controparte iraniana. ) L’Iran ha dimostrato una notevole capacità di resistenza e reazione di fronte agli attacchi degli Stati Uniti e di Israele, ma ha comunque subito danni e perdite. Potete fornire una stima aggiornata? Eravamo impegnati a difenderci contro due potenze nucleari, sostenute anche da alcuni altri Paesi. I due regimi aggressori hanno utilizzato il territorio e lo spazio aereo e marittimo di alcuni altri Stati contro la Repubblica Islamica dell’Iran. È naturale che ci siano stati anche dei danni a nostro carico. Tra questi vi sono il martirio della Guida della Rivoluzione, di comandanti militari, di funzionari politici e di numerosi cittadini civili. Secondo le ultime valutazioni, 339 centri sanitari — tra cui ospedali, farmacie e strutture sanitarie — sono stati danneggiati a seguito degli attacchi nemici. Anche 56 centri appartenenti alla Mezzaluna Rossa, 49 veicoli di soccorso, 43 ambulanze e 3 elicotteri rientrano tra le perdite dell’organizzazione. Inoltre, 32 università e migliaia di unità abitative sono state colpite dagli attacchi aerei degli Stati Uniti e del regime sionista. Nel settore delle infrastrutture, si registrano 15 attacchi a ponti e ferrovie, nonché danni a 5 serbatoi di carburante e a diverse unità petrolchimiche a seguito delle operazioni di aggressione. Quando finirà questa guerra secondo lei? È chiaro che gli Stati Uniti, osservando le nostre capacità difensive e la nostra ferma determinazione nella resistenza, si sono resi conto del proprio errore nell’aggressione contro la Repubblica Islamica dell’Iran. Di conseguenza, e vista la mancata riuscita sul piano militare, hanno avviato iniziative di cessate il fuoco e negoziati; tuttavia, la conclusione definitiva della guerra dipende dal contenimento dell’indole bellicosa del regime sionista e dalla gestione della sua influenza e attività di lobbying nel governo degli Stati Uniti. Questo conflitto è iniziato sotto la pressione di Benjamin Netanyahu e con la priorità data al principio “Israel First”; se tale pressione verrà gestita, sarà possibile raggiungere una pace duratura. Molti in Occidente accusano il governo iraniano di aver represso con violenza le proteste degli ultimi mesi e sostengono che oltre 30.000 persone siano state uccise. Tuttavia, le cifre e le spiegazioni fornite dal vostro governo sono molto diverse. Potete chiarire cosa è realmente accaduto? È necessario distinguere tra proteste civili e azioni violente. Accanto alle rivendicazioni sociali, erano presenti anche elementi violenti che hanno causato perdite umane e danni materiali. L’ammissione esplicita e ufficiale di Donald Trump riguardo all’invio di armi ai rivoltosi e agli elementi violenti ha mostrato che quei disordini costituivano un terreno preparatorio per una guerra, un’aggressione militare e la frammentazione dell’Iran, poiché le proteste civili non necessitano di armi. Per quanto riguarda i dati, le nostre fonti ufficiali hanno indicato una cifra di circa 3.000 persone; una parte significativa di queste vittime sono stati i nostri martiri, uccisi dai rivoltosi con armi inviate e contrabbandate dagli Stati Uniti. Le cifre più elevate che vengono diffuse sono considerate infondate, prive di documentazione verificabile e finalizzate a creare le condizioni per un’aggressione contro l’Iran. Finora, nessuna istituzione è riuscita a fornire dati comprovati superiori a quelli ufficialmente dichiarati dall’Iran. In iran vivono molti ebrei. Quale è la lorocondizione attualmente?   Gli ebrei, insieme ad altre minoranze — tra cui i cristiani — hanno vissuto per migliaia di anni in una convivenza pacifica accanto al resto della società, e i loro diritti e le loro credenze sono stati rispettati sia dallo Stato sia dalla popolazione. In questo quadro, godono anche di piena libertà religiosa nello svolgimento delle proprie pratiche e, in proporzione alla loro popolazione, dispongono di rappresentanti in parlamento. Alla luce di questa convivenza, questa minoranza ha chiaramente distinto le proprie posizioni da quelle del regime sionista e ne ha condannato le aggressioni. Uno dei crimini commessi dai sionisti nell’ultima aggressione è stato l’attacco a una sinagoga e la distruzione del loro luogo di culto. Quanti sono i cristiani in Iran e qual è l’approccio del vostro governo nei loro confronti? Non dispongo di dati precisi sulla popolazione cristiana, considerando la loro distribuzione in diverse città e le differenti comunità — tra cui armeni, assiri o cattolici — ma anch’essi, come gli ebrei, godono di piena libertà nello svolgimento delle proprie pratiche religiose e negli altri aspetti della vita religiosa. Diverse chiese, anche storiche, sono presenti in varie città del nord, del centro e nella capitale dell’Iran, e anche loro, come gli ebrei, hanno diversi rappresentanti in parlamento. ) Secondo le leggi iraniane, quali conseguenze sono previste per le donne che si presentano in pubblico senza hijab? Per rispondere a questa domanda, la risposta migliore è osservare la situazione attuale nelle strade dell’Iran. Contrariamente alla propaganda ritenuta fuorviante e allarmistica, nelle strade iraniane si possono vedere donne e ragazze con diversi tipi di abbigliamento e copertura, il che indica che non vi è alcuna imposizione o pressione nei loro confronti. Anche durante le manifestazioni popolari nel periodo di guerra, diverse categorie di donne iraniane con vari tipi di hijab hanno partecipato in sostegno del Paese contro gli aggressori. ) Le donne nel vostro Paese hanno doveri o limitazioni diversi rispetto agli uomini? Il ruolo delle donne nella società iraniana, in particolare all’interno dell’istituzione familiare, è di grande importanza e affonda le sue radici nella cultura e nelle tradizioni storiche e religiose. Allo stesso tempo, le donne sono attivamente e ampiamente presenti in diversi ambiti sociali, scientifici, educativi e professionali, svolgendo un ruolo significativo in molti settori.  
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